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Ostrea
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mwbamwbqOstrea mwbgLinnaeus, 1758 (nome volgare mwbwostrica) è un genere di mwcamolluschi mwcqbivalvi dalla mwcgconchiglia tondeggiante ricoperta di lamelle squamose ondulate.

Le due mwdavalve sono disuguali e quella inferiore, a cui è ancorato l'animale, è più grande e incavata della superiore. Il mollusco ha corpo di forma tondeggiante, con i margini dei due lembi del mantello frangiati. Vive in tutti i mari d'mwdqEuropa a bassa profondità, abbarbicata alle rocce o ad altri corpi solidi.

Alcune ostriche, principalmente le specie dei mari orientali, producono mwdwperle. È molto apprezzata nella mweacucina mediterranea.

Contents

Storia
Note

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Storia

Numerosi scavi archeologici hanno dimostrato che il consumo alimentare di ostriche risale agli albori dell'umanità, e l'ostrica è uno dei primi alimenti consumati dalla specie umana. Facili da trovare, raccogliere ed aprire, da sempre le ostriche sono stati molluschi molto versatili e possono essere consumati crudi, cotti al vapore, fritti o ripieni.

Cumuli di gusci d'ostrica (mwfqmiddens in inglese) preistorici sono stati rinvenuti in diversi litorali del mondocite-ref-1[1].

Si pensa che il primo popolo della storia ad avviare l'ostricoltura sia quello cinese, ma data la scarsità di fonti attendibili è solo col periodo romano che si evidenzia con certezza uno sfruttamento sistematico delle ostrichecite-ref-2[2].

Il consumo di ostriche è stato, sin dal periodo preistorico, un elemento importante dell'alimentazione nel bacino del Mar Mediterraneo, infatti diversi cumuli di gusci di ostriche furono rinvenuti da mwiaHeinrich Schliemann durante i suoi scavi a Micene. Buona parte della costa greca è da sempre ricca di ostriche allo stato naturale, così come le coste egiziane, francesi ed italiane.

Nella Roma Imperiale di Nerone ci fu una vera e propria "moda" del consumo di ostriche, che da piatto povero divenne invece un alimento riservato ai ceti sociali più facoltosi. In particolare, è certo che durante il periodo neroniano giungessero a Roma navi cariche di ostriche provenienti dalla Britannia, molto diverse da quelle che si potevano raccogliere lungo le coste italiane. A tal proposito molti studiosi si sono spesso posti il quesito su come queste ostriche della Manica potessero giungere fresche nella Capitale dell'Impero e si è più volte ipotizzato che venissero conservate sotto uno strato di ghiaccio o in giare ricolme di acqua marina che veniva ciclicamente cambiata durante il viaggiocite-ref-3[3].

Inoltre buona parte dell'approvvigionamento romano proveniva dall'ostricoltura che si praticava lungo le coste francesi ma già tra il I e II sec. a.C. furono documentati i pregiatissimi mwjwostrearia di mwkaBaia, nel mwkqLago di Lucrino citati da mwkgCiceronecite-ref-4[4], mwlwVarronecite-ref-5[5] e da mwnaPlinio il Vecchiocite-ref-6[6]. Alcune ostriche provenienti da tale allevamento sono state rinvenute negli scavi di mwoqPompeicite-ref-7[7]. I metodi utilizzati per l'allevamento di ostriche furono ben descritti dal poeta romano mwpgDecimo Magno Ausonio, vissuto nel IV secolo dopo Cristo.

Riproduzione

Le ostriche sono ermafroditi sequenziali alternati, cioè cambiano sesso in base alle necessità riproduttive. Le uova sono contenute nella cavità palleale dell'esemplare femmina, dove avviene la fecondazione e il processo di maturazione dallo stato di zigote fino allo stadio larvale. Dopo questo periodo vi è il rilascio della progenie allo stadio di veliger, le quali attraversano una fase pelagica di 8-10 giorni, durante la quale possono essere disperse dalle correnti d’acqua, causando la perdita di quantità medio-grandi di molluschi maturi.

Tassonomia

Alcune specie

• mwrqOstrea conchaphila (mwrwCarpenter, 1857)
• mwsqOstrea cristata (mwswBorn, 1778)
• mwtqmwtgOstrea edulis (mwtwLinnaeus, 1758)
• mwuqOstrea equestris (mwuwSay, 1834)
• mwvqOstrea lurida (mwvwCarpenter, 1864)
• mwwqOstrea megadon (mwwwHanley, 1846)
• mwxqOstrea sandvicensis

In letteratura

Nella narrativa di mwyqGiovanni Verga è presente l'mwygideale dell'ostrica.

Note

cite-note-11. Dan Saladino, mwaqMangiare fino all'estinzione, cap. XX mwagOstrica piatta, 2023, trad.Giovanni Garbellini, Einaudi, ISBN 978 8806 25678 4
cite-note-22. mwbwDon Brothwell and Patricia Brothwell, mwcamwcqFood in Antiquity: A Survey of the Diet of Early Peoples, 1969, p.mwcg 69.
cite-note-33. mwdgAndrew Dalby, mwdwFood in the Ancient World from A to Z, 2003.
cite-note-44. mwewM.T. Cicero, mwfacit.:Hort. Fr. Nonius Marcellus – de Compendiosa doctrina.
cite-note-55. Varro, mwgaDe re rustica 3.3.10
cite-note-66. Gaius Plinius Secundus: Naturalis Historia, IX-79,168-169
cite-note-77. mwhwGenovese A.; Cocca, T.; Russo, G. F., mwiaStudio zooarcheologico, in Ciarallo A., De Carolis E., mwiqLa casa di Giulio Polibio- studi interdisciplinari, Centro studi arti figurative università di Tokyo. Minístero per i Beni e le Attività Culturali Italia., 2002, pp.mwig 189-211.

Voci correlate

• mwjgOstricoltura

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Ostrea, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Ostrea, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Ostrea, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefworms(EN) Ostrea, su WoRMS.
• mwlq(EN) ITIS Standard Report Page: Ostrea, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 09/05/2008.
• mwlw(EN) mwmaCatalogue of Life: Ostrea, su catalogueoflife.org, 2012. URL consultato il 5 dicembre 2012.